Consigli per Principianti

     Guida al Trekking: consigli per principianti

1. Comincia piano:

Sei alla prima escursione o giù di lì? Bene. Non è il caso di iniziare con l’Appalachian TrailCome si dice,non fare il passo più lungo della gamba. Comincia con una piccola escursione, poi si vedrà, usa il buon senso. Prenderla con calma, un’escursione non è una gara, per godersi appieno l’esperienza e comprendere davvero perché camminare nella natura rende felici è meglio prendersi il tempo che ci vuole.

REGOLE: Gradualità.Costanza.Intensità del passo.Pause.

 

”  Alpinista che torna è buono per la prossima volta”

2. Informati sul tuo itinerario:

Una volta scelto l’itinerario, cerca informazioni sul percorso.Dai soprattutto un’occhiata alla segnaletica, al dislivello, al periodo consigliato, alla durata del percorso.Acquista una guida affidabile, trova una mappa che descrive l’escursione, cerca nei forum su internet.I sentieri turistici sono segnati e segnalati, ma farsi un’idea del cammino prima di partire, seguirlo su una carta topografica e magari scaricare qualche traccia GPS (o usare le funzioni di un orologio specifico) può evitare spiacevoli situazioni. Il primo deve essere in funzione di quelle che sono le nostre capacità tecniche e la nostra esperienza; la  lunghezza è chiaramente in funzione delle nostre condizioni fisiche e dell’allenamento (la gita va scelta in funzione delle capacità del più debole della compagnia e dovrà essere lui a segnare il passo !!). Normalmente nelle descrizioni delle gite (così come nei cartelli che incontriamo lungo il percorso), è indicata la lunghezza del tragitto espressa in ore di cammino o in metri di dislivello Attenzione, poi, alla stagione in cui ci troviamo: in estate, avendo a disposizione più ore di luce, possiamo anche permetterci gite più lunghe o qualche momento di sosta in più rispetto ad altri periodi dell’anno.In quanto alla difficoltà il discorso non è sempre così semplice: è vero che in tutte le descrizioni è indicato con delle sigle convenzionali (T, E, EE), se il percorso è classificato Turistico, per Escursionisti od Escursionisti Esperti. Cerchiamo quindi di raccogliere quante più informazioni possibili sulla gita che abbiamo scelto: siti internet, amici che hanno già frequentato la zona, gestori di rifugi. Questi ultimi, insieme alle guide alpine, sono in grado di dare le indicazioni più aggiornate riguardo le condizioni del sentiero e la fattibilità del percorso.

3.Controlla il meteo

Questa è la prima e fondamentale cosa da fare, una volta stabilita la data e il luogo del tuo trekking. Controllare le previsioni del tempo ti consente di pianificare il tuo itinerario, scegliere con cura l’abbigliamento, decidere cosa mettere nello zaino. Sul web puoi trovare molti servizi meteo, la maggior parte sono affidabili, noi ti segnaliamo il Servizio Meteo dell’Aeronautica Militare. Ricorda che tanto più le previsioni sono a lungo termine, tanto meno sono precise. Se il meteo è sfavorevole, sarà il caso di cambiare i tuoi piani e rimandare il tuo trekking. Ricorda, la prima regola è: rispetta la natura, non sfidarla, ci saranno occasioni migliori per il tuo itinerario

4. Se vai da solo, comunica a qualcuno dove andrai:

 Sembra una contraddizione in termini, ma non lo è: avvisare qualcuno (amici, famigliari, colleghi) di dove si intende andare e del tempo stimato che ci vorrà è utile per allertare i soccorsi nel caso di veri imprevisti. Altrimenti ci sono utili app come quella del CAI e del Soccorso Alpino: Geo Resq. L’importanza di avere in tasca un fischietto: può capitare di trovarsi improvvisamente in mezzo alla nebbia, perdendo di vista i compagni di gita: gridare aiuto a squarcia gola affatica ed il fiato a disposizione si esaurisce in fretta. Segnalare la propria posizione utilizzando un fischietto, oltre a permettere di farci udire a distanze maggiori, è sicuramente meno stancante.

5. Prepara lo zaino, ma non esagerare:

Se sei alle prime escursioni, il tuo zaino sarà leggero, non avrai bisogno dell’attrezzatura e del kit di sopravvivenza necessario per una scalata al K2, però alcune cose non possono mancare:


acqua abbondante
cibo
un kit minimo di primo soccorso
a seconda della stagione, protezione solare ed eventuale abbigliamento adeguato

Partiamo dal presupposto che un minimo di effetti personali bisogna sempre averli al seguito, anche per le passeggiate di un paio d’ore.E per mangiare ?Per quanto riguarda l’alimentazione non saprei dare grossi consigli se non quello di evitare cibi troppo salati (in tal senso il prosciutto cotto è meglio di quello crudo), e soprattutto poco digeribili. Ognuno di noi conosce i propri limiti alimentari ed i problemi legati alla digestione. Il concetto è che non bisogna appesantirsi: occorre solo integrare per non finire l’energia; possiamo sempre rifarci alla sera con le gambe sotto il tavolo. Una cioccolata, inoltre, può essere risolutiva: soprattutto verso la fine della fatica gli zuccheri danno energia immediatamente disponibile all’organismo; i carboidrati (intesi come zuccheri complessi come il pane, per intenderci), sono più adatti ad uno sforzo prolungato. La frutta secca è ricca di potassio ed aiuta a prevenire i crampi. Mangiare e bere regolarmente.Certo, la polenta grondante burro fuso e formaggio al rifugio è il meritato premio. Ma strada facendo portare con sé e consumare regolarmente qualche snack come barrette di cerali, cioccolata, gallette e frutta e bere a intervalli regolari è il modo più efficace per non avere cali di energia.

6. Le scarpe sono importanti

Sembra banale, ma ricorda che cammini con i piedi.Il comfort delle tue estremità inferiori è la prima cosa da tenere a mente per la tua esperienza outdoor.Scegli un buon paio di scarpe e di calze per il trekking.

7. Lungo il cammino

Non fare l’eroe. Cammina lungo l’itinerario principale, vai a passo regolare, niente strappi. Più regolare sei e più lontano andrai.Pianifica le soste lungo il cammino, tieni la mappa sotto mano, fermati quando hai previsto di farlo.Goditi la bellezza intorno a te.


Ricorda: lo scopo è il viaggio in sè, non soltanto arrivare a destinazione.

8. Non lasciare tracce

Non lasciare tracce dietro di te che non siano quelle dei tuoi passi.Non c’è niente di peggio che trovare lungo il cammino i resti di pic nic altrui, abbandonati a deturpare l’esperienza del prossimo trekker.Un solo, piccolo pezzo di plastica è sufficiente a rovinare un’escursione.Ricorda che il viaggio è tuo, ma il sentiero è di tutti

9. Racconta il tuo viaggio

Sei tornato a casa.Hai vissuto una indimenticabile esperienza nella natura con te stesso o con gli amici.

Racconta,condividi il piccolo grande viaggio che hai fatto. Sarà come viaggiare ancora.

Buon Cammino!

Ogni mercoledì un articolo che parla di Avventura, Montagna, Trekking.

Seguici nel prossimo numero “Lo Zaino”.

Into the wild

 

 

                                                                                 

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