Lo Zaino

LO ZAINO

Il mio zaino non è solo carico di materiali e di viveri: dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi, il mio carattere, la mia solitudine. In montagna non porto il meglio di me stesso: porto me stesso, nel bene e nel male “.

Alpinista Renato Casarotto 

Come scegliere lo zaino

La nostra attenzione è focalizzata su chi, per la prima volta, si avvicina al mondo e alle attrezzature outdoor. Scegliere lo zaino per la montagna adatto alle proprie esigenze non è cosa semplice, vista la grande moltitudine di zaini di ogni forma e dimensione presenti sul mercato. A chi mi chiede quale sia lo zaino migliore da montagna sul mercato, solitamente rispondo che non ne esistono di migliori, ma tanti buoni zaini per usi diversi. Come succede anche per gli sci e per le calzature da trekking, per individuare lo zaino che fa per voi occorre prima di tutto sapere in anticipo l’uso che andrete a farne. In sostanza, prima di mettere mano al portafoglio e procedere con l’acquisto, bisogna porsi delle semplici domande:

  1. Voglio utilizzarlo solo d’estate per brevi escursioni in giornata, o mi serve per percorrere dei trekking di più giorni con pernottamento in tenda o in rifugio?
  2. Mi serve per fare delle ferrate, delle salite alpinistiche o semplici passeggiate?
  3. Oltre che ad utilizzarlo in estate, è mia intenzione usarlo anche in inverno per fare scialpinismo o camminate nella neve?

Per l’acquisto di uno zaino da montagna è necessario considerare alcuni importanti fattori: la forma, la leggerezza, l’imbottitura degli spallacci, i sistemi di regolazione, il numero di tasche ed aperture e la possibilità di poter fissare in modo comodo e sicuro il materiale che si intende trasportare. Assicuratevi che lo schienale sia regolabile per meglio adattarsi alla vostra altezza e anatomia: la forma dello zaino deve essere tale da permettere una distribuzione dei pesi corretta. Gli zaini di grande dimensione devono poter appoggiare soprattutto sulle anche, in modo tale che il peso non vada a gravare troppo sulla schiena.Anche la larghezza dello zaino influisce sul vostro comfort:

  1. Uno zaino compatto che si sviluppa più in altezza consente una camminata più fluida e bilanciata rispetto ai prodotti con un ingombro maggiore in larghezza che, sopratutto nei passaggi più impegnativi, potrebbero farvi perdere l’equilibrio.
  2. Uno zaino di grandi dimensioni deve essere dotato di telaio rigido, preferibilmente interno, in modo da rendere più stabile l’aderenza alla schiena.

Per quanto riguarda le tasche presenti sulla superficie esterna,sono consigliabiliscomparti piccoli o a scomparsa in quanto più grandi sono le tasche esterne minore è la stabilità del carico. Questo è dovuto al fatto che allontaniamo il baricentro dello zaino verso l’esterno costringendo il corpo ad assumere posizioni innaturali e di disequilibrio.Sarebbe meglio che lo zaino da montagna, soprattutto se da escursionismo e di grandi dimensioni, sia dotato di due zone distinte di accesso in modo tale da raggiungere facilmente il carico sistemato sul fondo.

Suddivisione degli zaini:

Zaino da escursionismo estivo leggero   

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Sono piuttosto semplici e leggeri per passeggiate ed escursioni da fare in giornata, tipo la classica gita domenicale. La fascia di capienza consigliata per questo uso è quella compresa tra i 20 e 30 litri max. Lo zaino per escursioni in giornata su semplici sentieri deve essere semplice, leggero e senza tanti fronzoli. Un buono zaino da escursionismo perfettamente aderente alla schiena può essere usato anche per arrampicate su roccia a bassa quota.

 Zaino da trekking

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Lo zaino da trekking per camminate di più giorni consecutivi si caratterizza per un’elevata capienza e per la possibile presenza, in alcuni modelli, di tasche esterne laterali. Molti zaini da trekking hanno oggi degli scomparti accessibili tramite delle cerniere esterne che permettono di trovare direttamente ciò che serve senza svuotare l’intero zaino.La patella nella parte superiore ha spesso una tasca esterna ed interna per facilitare il rapido reperimento della cartina dei sentieri, di una macchina fotografica, della crema da sole o ancora di un paio di occhiali. In merito alla capienza che deve avere un buon zaino da trekking bisogna fare una distinzione: per trekking della durata fino ad una settimana con pernottamento in rifugio sono sufficienti zaini da trekking con capienza di 35-45 lt . Diversamente, per percorsi più lunghi o dove è previsto il pernottamento in tenda, bisognerà orientarsi su modelli con capienza maggiore orientativamente dai 55 lt in su.

 Zaino da alpinismo

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Si distinguono da quelli da trekking per il fatto che sono più affusolati, più stretti e senza tasche laterali. Questa struttura evita allo zaino di sfregarsi e di impigliarsi nei passaggi rocciosi più stretti come camini o strapiombi. Per salite alpinistiche a bassa quota su roccia, come  le classiche vie di arrampicata in Dolomiti, basterà un piccolo e semplice zainetto di max 25-30 lt. Per l’alta quota, dove è richiesto l’utilizzo di piccozza e ramponi ed i capi da portare con sè sono di più e più pesanti, si usano  zaini più capienti, indicativamente dai 35 ai 50 lt. In molti zaini da alpinismo sono presenti anche le cinghie laterali per portare gli sci.

 Zaino da scialpinismo e per escursionismo invernale

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Lo zaino da scialpinismo deve essere leggero, poco ingombrante, comodo da portare e veloce da togliere. Orientativamente,per gite della durata massima di una giornata, 25-30 lt di capienza sono più che sufficienti. Per i tour di più giorni con pernottamento nei rifugi non supererei comunque i 40 lt. I più moderni zaini da scialpinismo hanno un apposito scomparto accessibile tramite cerniera esterna dove riporre pala e sonda. Questo è utilissimo perché in caso di emergenza si può accedere velocemente e direttamente a questi fondamentali accessori per l’autosoccorso. Verificare sempre che oltre alle cinghie laterali vi sia la possibilità di fissare gli sci in diagonale, modalità di fissaggio assai utile nel caso di salita su terreno ripido.

COME CARICARE LO ZAINO DA TREKKING

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Riducendo all’essenziale il materiale da portare e preparando lo zaino nella maniera adeguata, il trasporto del carico risulta più semplice.

1 -Oggetti di uso frequente.
2 -Oggetti pesanti.
3 -Oggetti di peso medio.
4 -Oggetti leggeri.

PRIMA MOSSA – Sul fondo dello zaino posizionate gli indumenti più morbidi e leggeri tipo piumino, abbigliamento termico in pile o sacco a pelo (in caso di escursione con bivacco).
In questo modo non si rischia di avere oggetti duri che premono sulle anche e sulla muscolatura della zona inferire della schiena.

SECONDA  MOSSA – Vicino alla schiena mettete gli oggetti più pesanti come borraccia, le riserve di cibo, eventuali attrezzature tecniche (moschettoni, corde, ecc.) oppure il fornello da campeggio.
Questo posizionamento mantiene il baricentro escursionista/zaino in una posizione sempre ottimale evitando pericolosi sbilanciamenti, mentre l’imbottitura dello schienale dello zaino protegge la schiena dalle “spigolosità” degli oggetti duri. Su itinerari facili conviene tenere il i pesi maggiori sempre vicino alla schiena, ma nella parte medio alta dello zaino, in modo da favorire una postura eretta e la distribuzione uniforme del carico sula colonna vertebrale. Su itinerari difficili e molto ripidi è meglio un posizionamento dei pesi maggiori nella sona centrale, così da contenere ancora di più gli eventuali spostamenti del baricentro rispetto alla base di appoggio.

TERZA MOSSA – Le attrezzature di peso medio come l’abbigliamento è meglio che siano posizionate nella zona centrale o superiore, preferibilmente verso l’esterno.
Ogni escursionista ha i suoi puntigli su cosa mettere qui (anche in base alla stagione e alla tipologia di escursione). Per esperienza vissuta vi consigliamo di tenere in questa posizione facilmente accessibile i capi di abbigliamento che possono essere utili per improvvisi cambi di clima: riuscire ad estrarre dallo zaino la giacca impermeabile prima che il temporale si sia scaricato non è una brutta cosa…

QUARTA MOSSA – Nella patella superiore mettete gli oggetti più piccoli, che altrimenti rischiano di andare dispersi nello zaino e che comunque è bene avere a portata di mano.
Appartengono a questa categoria oggetti come le mappe topografiche, gli occhiali e la crema da sole, relazioni descrittive dell’itinerario, barrette, integratori, ecc.

QUINTA MOSSA – Niente pendagli! Evitate il più possibile gli oggetti appesi all’esterno dello zaino, a costo di dover violare le leggi della fisica per poterli mettere all’interno!
Ogni cosa agganciata all’esterno rischia di impigliarsi e sbilanciarvi, oppure di andare dispersa…

SESTA MOSSA – I sacchetti impermeabili sono sempre bene accetti, anche quelli tipo spazzatura!
Pesano niente, aiutano a tenere in ordine le attrezzature e, in caso di pioggia, possono risultare fondamentali per non ritrovarsi con tutta l’attrezzatura e i vestiti completamente zuppi, visto che solitamente gli zaini non sono a tenuta stagna.

Come regolare lo zaino una volta indossato

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Dopo aver caricato lo zaino chiudete le cinghie di compressione per fissare il carico al suo interno. A questo punto indossatelo avendo cura di allentare tutte le cinghie del sistema di trasporto, e posizionate la cintura ventrale appena sopra le anche. Ora iniziate a tensionare le cinghie inferiori degli spallacci aumentando l’aderenza al dorso dello zaino, chiudete il cinturino pettorale posizionandolo subito sotto la clavicola, e agite sulle cinghie di richiamo del carico che dovranno formare un angolo di circa 30°.

Quanto deve pesare lo zaino?

L’errore più frequente di un “apprendista trekker” è sovraccaricare lo zaino, riempiendolo di materiali e attrezzature inutili; a prescindere però dal tipo di bagaglio scelto, esiste un parametro abbastanza preciso su quanto deve pesare lo zaino: dal 15 al 25% del peso di chi lo porta, a seconda dell’allenamento. Un uomo di 80 chili in buona forma fisica può trasportare in modo continuativo uno zaino di circa 20 chili; lo stesso individuo, poco allenato e con qualche chilo di troppo, dovrà accontentarsi di una quindicina di chili per non “soffrire” più del necessario.

Accidenti mi sono dimenticato di…!

Quante volte vi è capitato di dover tirare fuori questa esclamazione? Quante volte, nel bel mezzo di un’escursione estiva, vi siete accordi di aver lasciato a casa cappello e crema solare? E quella volta che siete rientrati completamente zuppi perché la giacca impermeabile era rimasta nell’armadio?

Certo, si fa presto a scordarsi qualche pezzo importante dell’attrezzatura!Visto che non tutti (la maggior parte?) sono così meticolosi da redigere una lista dettagliata dei materiali da portarsi appresso e fare ogni volta la spunta pezzo per pezzo, vi proponiamo, fra il serio e il faceto, una dozzina di domande utili per un rapido check dell’attrezzatura.

1) Se fa freddo?
Che è come dire: ho preso gli indumenti termici, berretto e guanti?

2) Se fa caldo?
Come dire: mi sono portato almeno una T-shirt di ricambio in modo da non rimanere zuppo di sudore dopo la camminata?

3) Se piove?
Indovinate un po’? La giacca impermeabile l’ho presa?

4) Se c’è il sole?
Cappellino, crema e occhiali sono già nello zaino?

5) Se mi faccio male?
Siamo a posto con il kit di primo soccorso e con altre attrezzature di emergenza tipo lampada frontale?

6) Se ho sete?
La borraccia c’è? È piena?

7) Se ho fame?
Qualcosa da sgranocchiare è già in “cambusa”?

 

8) Se devo pagare da bere?
Cioè: due soldi nel portafogli lì ho, visto che a Valselvaggia, frazione di Locoremoto sarà difficile trovare il Bancomat?

9) Se devo chiamare la morosa/moroso?
Vorrai mica essere in giro senza cellulare!

10) Se non so dove andare?
La fotocopia della relazione del sentiero non è rimasta sulla scrivania, vero?

11) Cosa mi metto ai piedi?
Gli scarponi, furbastro, ti diranno tutti… però non sei il primo che li ha lasciati a casa!

12) E gli “oni”?
Non pensate male: si intende calzettONI e bastONI!

Per i più distratti ecco la 13esima, tragica, domanda (come direbbe il ragionier Fantozzi):
Ma tutta ‘sta roba dove la metto?
Ovvero: l’hai preso lo zaino?

Non è mica finita però! I più avventurosi, quelli che la gita non è bella se non c’è il bivacco, è meglio che si facciano ancora qualche domanda del tipo:


Dove dormo? Come mi preparo da mangiare?


Tradotto: sacco piuma, materassino, tenda e fornello sono a bordo?

Scalare non serve a conquistare le montagne; le montagne restano immobili, siamo noi che dopo un’avventura non siamo più gli stessi
(Royal Robbins)

Ogni mercoledì un articolo che parla di Avventura, Montagna, Trekking.

Seguici nel prossimo numero “Trekking Invernale”.

 

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