Trekking Estivo

Come andare in montagna d’estate

“Per resistere, bisogna durare”

Ernest Hemingway

Una bella gita in montagna, magari anche con una rilassante camminata in quota: bellissimo sicuramente, ma anche da preparare con attenzione. In particolare per quanto riguarda l’abbigliamento adatto per andare in montagna: dalle scarpe più adatte per camminare sui sentieri all’abbigliamento ideale in caso di cambio improvviso delle condizioni meteo, ecco tutti i consigli su come vestirsi per andare in montagna d’estate.

  1. Lo zaino da trekking

La cosa più importante dello zaino da trekking è lo zaino stesso! Deve essere comodo, capiente, ma soprattutto traspirante (meglio ancora se concepito espressamente per la montagna), in modo da evitare a chi lo indossa la spiacevole sensazione di bagnato che gli zaini comuni portano con sé causata dall’accumulo di umidità e sudore, soprattutto sullo schienale e sugli spallacci, e permettere inoltre di distribuire meglio il peso. All’interno dello zaino, oltre al pranzo e a qualche snack (va benissimo anche della frutta), è indispensabile una borraccia con dell’acqua. Scegliete la capacità anche in base alla lunghezza del tragitto. In uno zaino da trekking che si rispetti, soprattutto in estate, non dovrebbe poi mancare della crema solare (in montagna ci si scotta facilmente), un cappellino ed occhiali da sole (anche per i più piccoli) e un paio di calzini di ricambio, nel caso in cui quelli che si indossano si bagnino.I più previdenti possono portare nello zaino anche dei cerotti (utili per i piedi in caso si formino vescichette) e meglio ancora un kit pronto soccorso. Non dimentichiamoci una cartina del percorso scelto, utilissima per valutare le distanze e per essere certi di percorrere i sentieri desiderati, e la bussola. Il coltellino multiuso può risultare sempre utile anche solo per sbucciare una mela.
Per un trekking di un giorno basta uno zaino da circa 30 litri, non meno in quanto non si può avere uno zaino per ogni evenienza, per cui, meglio uno zaino leggermente più capiente, invece di constatare che parte del vostro materiale non entra nello zaino. Queste informazioni sono solo di esempio, ognuno è libero di aggiungere o togliere quello che all’occorrenza ritiene superfluo, ma in molte occasioni anche quello che pare superfluo potrebbe rivelarsi indispensabile. Con questo non dovete partire con il materiale per affrontare una scalata in alta quota, ma ci sono cose che non dovrebbero mai essere lasciate a casa. Tutto deve essere commisurato a quanto dura la vostra escursione e a che quota vorreste arrivare; in molte occasioni questi due indumenti mi sono stati molto utili.

  • guanti

  • guscio leggero antivento e antipioggia

Ricordate, anche se partite con il sole, in montagna il tempo cambia molto rapidamente e la temperatura scende altrettanto rapidamente, per cui prevedete sempre di avere un indumento antivento e antipioggia, la sola mantellina antipioggia, se la vostra escursione dura più di un’ora, potrebbe essere insufficiente. Se le mani sono congelate, sono inutilizzabili.
Facciamo una breve liste delle cose che dovrebbero entrare nello zaino. Dovete cercare di avere l’indispensabile nel minor peso possibile:

  • guanti

  • guscio leggero antivento e antipioggia (Tipo Goretex)

  • coltellino multiuso

  • cordino

  • accendino

  • fazzolettini di carta

  • occhiali da sole con protezione, totale se si prevede di raggiungere quota neve

  • berretto

  • un kit di primo soccorso (utile in caso di piccoli inconvenienti)

  • consigliata una buona carta topografica dettagliata della zona, soprattutto se non conoscete bene il posto

  • una maglietta di ricambio è consigliabile

  • un indumento termico, pile o altro (se non siete freddolosi anche senza maniche, è più leggero)

  • utile un telefono cellulare, anche se non ci farei troppo affidamento, in montagna potrebbe non esserci copertura della rete

  • bastoncini da trekking

A volte è meglio avere un buono strato sul corpo, lo zaino anche se si bagna non patisce, meglio una giacca al posto della mantellina. Un utile consiglio è quello di racchiudere il vostro materiale in sacchetti di plastica, prima di inserirli nello zaino, gli indumenti/materiale resterà più asciutto anche in caso di forte pioggia.
Facoltativi, anche se molto utili possono essere:

  • bussola

  • altimetro

  • macchina fotografica

  • matita e fogli per appunti

  • binocolo compatto

In aggiunta per i particolari indumenti o materiali specifici dipende da che attività vi prestate ad affrontare.Da non sottovalutare gli alimenti e le bevande, possibilmente non gassate.
Trekking di più giorni: se la vostra avventura dura più giorni occorre prevedere uno zaino più capiente e una maggiore quantità di materiale. Basiamoci su una dimensione media, 40 litri sono sufficienti, se il materiale da trasportare è tanto, meglio prevedere nell’acquisto un litraggio superiore, 55 litri potrebbe risolvere tutti i problemi:

  • guanti

  • guscio leggero antivento e anti pioggia (Tipo Goretex)

  • coltellino multiuso

  • cordino

  • accendino

  • fazzolettini di carta

  • occhiali da sole con protezione, totale se si prevede di raggiungere quota neve

  • berretto

  • un kit di primo soccorso (utile in caso di piccoli inconvenienti)

  • consigliata una buona carta topografica dettagliata della zona, soprattutto se non conoscete bene il posto

  • una maglietta di ricambio è consigliabile

  • un indumento termico, pile o altro (se non siete freddolosi anche senza maniche, è più leggero)

  • utile un telefono cellulare, anche se non ci farei troppo affidamento, in montagna potrebbe non esserci copertura della rete

  • bastoncini da trekking

  • bussola (opzionale)

  • altimetro (opzionale)

  • macchina fotografica (opzionale)

  • matita e fogli per appunti (opzionale)

  • binocolo compatto (opzionale)

Oltre al materiale già citato che dovrebbe essere sempre presente vanno aggiunte altre cose.

Materiale per la notte:

  • sacco a pelo

  • materassino autogonfiante/ stuoino per un buon isolamento dall’umidità del terreno se non dormite in rifugio

  • indumenti asciutti per dormire

  • una pila, meglio se frontale con batterie di ricambio, utile per muoversi nella notte lasciandovi le mani libere

  • berretto di lana

  • ricambi vari

  • ulteriore strato termico (pile)

Non guasta prevedere anche:

  • telo termico di emergenza

  • borraccia

  • fischietto

Cibo, quello che vi potrebbe servire, ma considerate di avere sempre una scorta di:

  • reintegratori salini

  • cioccolato

  • zucchero in zollette

  1. Cibo

L’alimentazione è un aspetto fondamentale da tenere in considerazione durante i trekking. Si consiglia di fare una buona colazione mattutina a base di cibi energetici e, soprattutto, di non esagerare negli spuntini durante l’escursione. Nelle brevi soste durante il percorso, quindi, conviene alimentarsi con piccole porzioni di cioccolato, qualche barretta energetica, cracker o frutta secca: si tratta di cibi facilmente assimilabili che compensano velocemente le energie impiegate durante il cammino. E’ inoltre molto importante reintegrare i sali minerali che si perdono durante l’attività fisica: meglio evitare le bibite gassate in lattina e preferire della semplice acqua naturale in borraccia. Il pranzo al sacco dovrà essere leggero e non eccessivamente calorico per non affaticare l’organismo ed evitare così una digestione prolungata,sono più che sufficienti uno o due panini e della frutta fresca.La cena, in rifugio o in albergo, costituirà il pasto principale della giornata. La scelta dei viveri è sempre stata fatta, dagli escursionisti, in funzione del peso e dell’ingombro, indipendentemente dalle qualità energetiche e nutrizionali.

  1. L’idratazione

Una adeguata idratazione durante gli sforzi fisici prolungati è fondamentale: i liquidi e i sali, persi sotto forma di sudore o di vapore acqueo durante la respirazione, raggiungono anche alcuni litri al giorno. Se tale quantità non viene reintegrata si possono registrare pericolosi squilibri elettrolitici, un aumento della densità del sangue e, di conseguenza, un maggiore affaticamento del cuore; le urine risultano più concentrate con il pericolo di formazione di calcoli e possibilità di dolorose coliche renali. La stanchezza può ridurre considerevolmente la sete, caratteristica della sintomatologia di deplezione sodica, per questo alla sera è buona norma bere del brodo salato o mangiare un minestrone. Insieme all’acqua, con il sudore si perde una grande quantità di sali minerali (potassio, sodio, cloro e magnesio) che possono venire reintegrati con i cibi (verdura e frutta). La perdita eccessiva di sali minerali può essere responsabile della comparsa di crampi e malesseri generali (stanchezza, nausea, vomito, svenimenti). Per attenuare in poco tempo l’effetto della sudorazione, inoltre, può essere utile ricorrere a reintegratori salini. Anche la frutta secca è molto ricca, oltre che di zuccheri, anche di sali minerali.
Bere sul sentiero, applicazione pratica:

  • aumentate la quantità d’acqua da bere se fate attività in ambiente caldo o in altitudine;

  • assumete, durante la marcia, reintegratori salini, in tavolette o diluiti in acqua;

  • dopo lo sforzo, potrete bere una bevanda mineralizzata o un brodo di legumi o dei succhi di frutta;

  • l’acqua di fonte non fa male. È la sua temperatura prossima agli zero gradi che è responsabile di eventuali mal di pancia;

  • limitare la perdita d’acqua per sudorazione diminuendo l’intensità dello sforzo e scegliendo un abbigliamento adeguato.

E’ sempre bene evitare gli alcolici durante l’attività fisica per la pericolosa vasodilatazione che provocano.
Usateli con moderazione anche a fine giornata, soprattutto se siete molto stanchi.

  1. L’abbigliamento

Temperature più calde equivalgono per moltissime persone al desiderio di godersi le passeggiate in mezzo al verde ed alla natura. Sono infatti moltissimi coloro che decidono di trascorrere il tempo libero dedicandosi al trekking. In questa guida fornisco alcuni consigli utili su cosa portarsi e come vestirsi. Deve essere comodo, funzionale, ma allo stesso tempo leggero. Perfetti i capi realizzati in materiali tecnici traspiranti, soprattutto per quanto riguarda la parte superiore del corpo, da abbinare ad un pantaloncino, meglio se realizzato anch’esso in materiale traspirante, per fare in modo che il sudore accumulato con lo sforzo non si depositi sul tessuto.Per le passeggiate più brevi e senza forti dislivelli possono andar bene anche leggeri capi estivi come pantaloncini, magliette o canottiere. In questo caso sarebbe bene portare sempre con sé un maglietta di ricambio, in modo da potersi cambiare al raggiungimento della meta. Anche se le temperature sono alte, è bene portare sempre nello zaino una giacca antivento, ideale sia in caso di calo delle temperature (soprattutto per chi si reca in alta montagna) sia nel caso si venga colti da un’acquazzone.

Scarpe e calze

Le scarpe sono il principale attrezzo per il trekker, sul quale non si può risparmiare.

Considerando che si cammina su sentieri sterrati, nel bosco se non proprio tra sassi e massi, le normali scarpe da ginnastica non vanno bene: servono scarpe con suola che assicuri di non scivolare, impermeabili, traspiranti e almeno rinforzate sui lati, in punta e sul tallone per un minimo di protezione dai colpi accidentali. Le calze devono essere di tessuto tecnico, rinforzate in punta e sui talloni per sopportare meglio le pressioni durante la camminata.Attenzione a non utilizzare generiche scarpe da ginnastica, potrebbero rivelarsi pericolose in caso di terreno scivoloso! Chi preferisce può utilizzare anche scarponi alti, perfetti per i percorsi accidentati ma anche per quelli più accessibili. Questo tipo di calzatura ha il vantaggio di poter essere utilizzata praticamente in ogni stagione, a differenza delle scarpe da trekking, generalmente meno adatte alle stagioni fredde.

Il primo concetto da introdurre è che la bellezza non è un parametro adatto ad orientare la scelta, non dimentichiamo che si tratta di una “attrezzatura tecnica”, quel che interessa non è l’estetica ma il comfort e la performance. Non esiste una scarpa migliore in assoluto, semplicemente perché ciascuno di noi poggia su un esemplare unico di piedi, con caratteristiche irripetibili, che vedrebbero in una calzatura su misura la migliore soluzione. Quanto detto ci aiuta a capire come la scelta della scarpa da trekking debba partire dal percorso che si vuole fare in sua compagnia, dal clima che si incontrerà e della durata dell’escursione. Trovata una risposta a queste domande ci si potrà recare in un negozio fornito, possibilmente nel pomeriggio, quando il nostro piede è già “stressato” dai movimenti quotidiani e si presenta alla “prova scarpa” già abbastanza gonfio. Sicuramente “toccare con mano” è un aspetto essenziale per compiere la scelta della migliore scarpa, ma prima di acquistare è necessario verificare alcuni elementi tecnici, che rispondono ad alcune regole fondamentali che ogni buona pedula deve rispettare:

  • Comfort

  • Traspirabilità e impermeabilità

  • Leggerezza

  • Performance

Grazie alle evoluzioni tecnologiche nei materiali con i quali si producono le calzature tecniche da trekking, il comfort e la leggerezza vanno ora a braccetto con ottime performance, regalando agli appassionati scarpe che si adattano al piede come un guanto di velluto, senza che resistenza, isolamento termico e traspirazione ne soffrano. Un elemento fondamentale, che influisce su tutte e quattro le regole citate è la suola. L’evoluzione nelle tecniche di costruzione della suola e dell’intersuola (vedi suole VIBRAM) garantiscono torsioni minime, ottima tenuta laterale anche in circostanze di appoggio difficoltose, un’ottima capacità di assorbimento di sollecitazioni, urti e asperità del terreno e, ultimo ma non ultimo, grip ottimale anche su suoli umidi e scivolosi.

Ovviamente a seconda del tipo di scarpa l’utilizzo di questa membrana, combinato con altri materiali tecnici, attribuisce alle calzature caratteristiche diverse che la rendono più adatte ai diversi utilizzi. L’azienda statunitense fornisce alcune utili classificazioni per identificare la scarpa più adatta, ecco quali sono e il loro significato:

  • GORE TEX Extended Comfort: Le calzature che presentano questo materiale sono ideali in condizioni atmosferiche moderate e calde o per attività fisiche intense, nelle quali il piede è soggetto a forte sudorazione. Per questa ragione sono ideali per escursioni estive e primaverili, per il tempo libero o come “scarpe da viaggio”.

  • GORE-TEX Performance Comfort: Sono calzature molto versatili, adatte a moltissime attività outdoor, svolte in tutte le condizioni atmosferiche. Vanno bene per il trekking, l’escursionismo leggero, il trekking urbano. Sono ideali come calzature da tutti i giorni anche in autunno e inverno, grazie alla resistenza all’acqua.

  • GORE-TEX Insulated Comfort: Sono le calzature adatte all’inverno e a tutte le sue declinazioni outdoor, garantiscono un ottimo isolamento termico, che mantiene il piede caldo e asciutto. Adatte ai trekking sulla neve, all’alpinismo invernale e per agganciarli alle ciaspole e ai ramponi.

Pantaloni

Anche se può sembrare che faccia molto caldo, non è mai consigliato partire solo con pantaloncini corti, la vegetazione può pungere e graffiare i polpacci, e non è da sottovalutare il rischio zecche. Oggi esistono numerosi modelli ‘modulari’, con cerniere alle ginocchia che permettono di renderli corti o lunghi in base al bisogno. Per gli stessi motivi elencati sopra è sempre bene che siano anti-strappo, traspiranti perché camminando si suda parecchio, con qualche rinforzo nei punti strategici come ginocchia, caviglie e fianchi, e soprattutto antivento e impermeabili.

T-shirt

Il primo strato a contatto con la pelle è meglio che non sia di cotone,ma di tessuto tecnico traspirante: permette di espellere il sudore, non rimane inzuppato, termoregola e si asciuga in fretta. Oggi sul mercato ci sono capi intimi e t-shirt di lana che si comportano come i tessuti tecnici. Se proprio vi piace la perfezione, una t-shirt con zip al collo tipo quelle da running permette di isolarsi meglio nel caso di colpi di vento o repentini abbassamenti della temperatura.

Felpa o Pile

Il secondo strato, da indossare se la temperatura si abbassa o se si alza il vento, deve assicurare calore e protezione dal vento. Oggi vanno per la maggiore i fleece, che permettono di avere buone performance con minimi spessori e ingombri, ma esistono anche secondi strati di lana, meglio se è con la zip completa (si può aprire e chiudere anche camminando, senza sfilare l’intero capo), con il collo rialzato e con delle tasche laterali e sul petto per gli oggetti di uso frequente. La perfezione? Zip anche nelle tasche e ascellari, per aumentare la ventilazione quando si comincia a sudare ma non è il caso di rimanere in t-shirt.

Giacca

Indispensabile, immancabile, imprescindibile. Da mettere sempre e comunque nello zaino, anche se quando si parte splende un sole che non lascia dubbi. Oggi ne esistono di leggerissime che si accartocciano in un pugno, ma in ogni caso deve essere di tessuto tecnico come Gore-Tex, Polartec o Primaloft, impermeabile, traspirante, con il cappuccio, le cuciture termosaldate per non far infiltrare l’acqua piovana, antistrappo, con dei rinforzi sui punti più soggetti a logoramento come spalle e gomiti. Il top? Cappuccio con cordino, cordino in vita, polsini che si stringono e tasche con zip termosaldata, meglio se anche sul petto.

Occhiali e cappellino

Occhiali da sole quasi imprescindibili, e assolutamente con protezione dai raggi UV, davvero intensi in alta quota. Cappellino, bandane e fasce assortite dipendono dalle abitudini: possono aiutare a contenere il sudore e riparare dai raggi del sole, ma non sono assolutamente indispensabili.

Bastoncini da trekking

Molti pensano che i bastoncini non siano utili, invece non è così. Alleggeriscono il carico su gambe e ginocchia, specie quando si va in giro con lo zaino pesante, e aiutano a tenere una postura più corretta. Inoltre aumentano la sicurezza nelle discese, nei casi di terreno sdrucciolevole. I bastoncini da trekking conviene prenderli leggeri, comodi da impugnare, telescopici in modo da regolarli alla lunghezza desiderata e con puntale ammortizzato.

È tempo di andare! L’inverno è passato, le giornate si allungano e il sole diventa un alleato perfetto per le nostre gite primaverili.

Ogni mercoledì un articolo che parla di Avventura, Montagna, Trekking.

Seguici nel prossimo numero “Che segno sei?”.

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