APP – GPS – Cartina /Bussola a Confronto

Le Applicazioni

Le applicazioni che ci consentono di organizzare escursioni outdoor sfruttano la crescente potenza degli odierni device, e grazie all’ausilio del GPS integrato ci possono guidare attraverso percorsi a noi del tutto sconosciuti. Fra i punti chiave di queste applicazioni dovrebbe spiccare sicuramente il ridotto consumo di batteria, oltre che un discreto uso del GPS, benché rimangano sempre dei limiti fisici dei nostri smartphone. Vediamo insieme gli applicativi che abbiamo scelto per voi.

– Georesq

GeoResQ è un servizio di geolocalizzazione e d’inoltro delle richieste di soccorso dedicato a tutti i frequentatori della montagna e agli amanti degli sport all’aria aperta. GeoResQ è un servizio di geolocalizzazione e d’inoltro delle richieste di soccorso dedicato a tutti i frequentatori della montagna ed agli amanti degli sport all’aria aperta.Il servizio, gestito dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e promosso dal Club Alpino Italiano (CAI), consente di determinare la propria posizione geografica, di effettuare il tracciamento in tempo reale delle proprie escursioni, garantisce l’archiviazione dei propri percorsi sul portale dedicato, ed in caso di necessità l’inoltro degli allarmi e delle richieste di soccorso attraverso la centrale operativa GeoResQ.vuole essere un valido aiuto per incrementare la sicurezza delle tue escursioni e per il rapido inoltro delle tue richieste d’aiuto in caso di emergenza.GeoResQ con il servizio mette a disposizione il portale www.georesq.it per la gestione dei propri dati personali, della cartografia e dei propri percorsi, un APP da installare sul proprio smartphone che consente di avviare le varie funzioni del servizio, ed una centrale operativa per la ricezione e l’inoltro delle richieste d’aiuto.

Locus Free

Locus Pro è un’App gratuita, che ci mette a disposizione diverse opzioni, a fronte di soli 5 MB di dati scaricati. Dopo le prime basilari impostazioni, riferite alle unità metriche ed orientamento dello schermo, l’App ci lancia subito nella schermata iniziale con una bella mappa. Come spesso capita, durante un’escursione potrebbe non essere sempre presente il segnale della rete telefonica, ed è quindi sempre un’ottima soluzione consentire in anticipo il download delle mappe, sulle quali sarà poi possibile navigare semplicemente con l’uso del GPS. Le mappe del territorio italiano hanno una dimensione di circa 900 MB, una dimensione considerevole ma più che giustificata, per le quali sarà necessario qualche minuto di pazienza e, preferibilmente, una rete Wi-Fi.Se preferiamo invece qualcosa di più leggero e veloce, possiamo utilizzare una mappa online, davvero ben studiata, che non richiederà il download di dati aggiuntivi. Fra gli altri strumenti sono presenti una mappa delle precipitazioni, temperature, vento e pressione, condizioni meteo che prima di recarsi in escursione è sempre utile valutare. Sono presenti ovviamente funzioni più avanzate, come la ricerca nel database, la possibilità di salvare i propri percorsi, registrare i propri spostamenti, e non manca la possibilità di accedere ai sensori del nostro smartphone, come la bussola ad esempio, che ci guiderà nella direzione giusta attraverso i sentieri. Un’applicazione completa e ben fatta, degna di nota.

ViewRanger GPS & Mappe

Uno dei problemi principali in questo genere di applicativi, è sicuramente l’utilizzo di mappe proprietarie. ViewRanger mette a disposizione gratuitamente alcune mappe molto dettagliate, che possiamo scaricare sul nostro dispositivo in poco tempo, vista la dimensione ridotta di soli 50 MB per la sola mappa italiana. Una volta selezionata, la mappa si presenta curata e molto scorrevole, con un ottimo lavoro di alleggerimento da parte del team di sviluppo. Le dimensioni ridotte non devono però ingannare, in quanto le informazioni non mancano anche scendendo nel dettaglio. Fra le varie opzioni possiamo scegliere di registrare il nostro percorso, di seguire un itinerario, o pianificare una serie di tappe da seguire durante la nostra escursione. L’interfaccia è molto curata, semplice da interpretare, e veloce, come ci si aspetta da un’App che si deve adattare velocemente alle condizioni del momento. I percorsi possono ovviamente essere salvati, e sincronizzati su un account appositamente creato. Una delle funzioni migliori è la scelta degli itinerari proposti, molto vari e ben strutturati. Nella schermata principale, dopo una velocissima registrazione, è possibile visualizzare in modo veloce il raggio nel quale gli itinerari si articolano, scegliere la distanza massima che si vuole percorrere, le attività che si vogliono praticare e la difficoltà del percorso. I vari tracciati sono facilmente consultabili, riportano varie informazioni, e molti di essi sono liberamente scaricarli in modo gratuito sul nostro dispositivo. L’App perfetta per chi desidera spostarsi poco da casa e vuole sapere in anticipo quali sono i percorsi più adatti disponibili in zona.

Outdoor Atlas

L’ultima App che ci sentiamo di consigliare a tutti gli escursionisti, specie a chi non vuole affrontare percorsi impegnativi, è Outdoor Atlas. L’App è infatti molto semplice, si presenta bene, e con le funzioni base essenziali, senza lasciare troppo spazio ad inutili strumenti. Nella schermata iniziale, dopo aver agganciato il segnale GPS, ci vengono riportate le nostre coordinate attuali, il che può tornare sicuramente utile. La selezione dei punti di interesse, o delle tappe che vogliamo percorrere, è molto semplice ed intuitiva.Sarà sufficiente selezionare il Track Editor, e tramite l’apposito “mirino” individuare la zona che vogliamo raggiungere. In questo modo l’App ci restituirà velocemente la distanza del percorso, con tanto di coordinate del punto di arrivo. Avviata la modalità interattiva l’App ci guiderà costantemente segnalandoci la nostra posizione in tempo reale, sfruttando il segnale GPS ed anche la rete internet, qualora collegati. La sensibilità è molto buona, ed anche all’interno delle mura domestiche l’orientamento è più che affidabile. Dalla sua parte questo applicativo ha un consumo ridotto di batteria che, vista la semplicità, è più che motivato.

-Orux Maps

Applicazione GPS che offre la possibilità di registrare i percorsi seguiti durante l’escursione e di analizzare le varie statistiche inerenti la velocità media, l’altimetria e il numero di passi effettuati. Orux oltre a tener traccia dei percorsi già realizzati, gli utenti potranno disegnare sulle mappe i sentieri da seguire nella prossima uscita all’aria aperta. Le mappe possono essere scaricate sullo smartphone per utilizzarle in modalità offline senza dover consumare la batteria del device. In ogni momento l’appassionato potrà condividere la propria posizione sui profili social e segnalare sulle mappe i waypoints agli altri utenti, così da arricchire le mappe con foto e video.

-AlpineQuest escursioni GPS

Alpinequest è l’applicazione ideale per chi ama fare escursioni outdoor: gli appassionati avranno la possibilità di controllare la propria posizione sulle mappe topografiche disponibili all’interno dell’app e scaricabili gratuitamente sui device mobile per utilizzarle anche quando non si è connessi a Internet. Tutti i percorsi sono salvati sul proprio profilo personali e l’utente potrà condividerli sui social network sites. Inoltre, AlpineQuest mette a disposizione tantissime statiche da poter analizzare attraverso i grafici interattivi.Il costo elevato per l’acquisto e per la sottoscrizione dell’abbonamento annuale sono spiegati attraverso la grande qualità delle mappe topografiche presenti all’interno di Backcountry Navigator L’app GPS offre un supporto capillare grazie ai tracciati e percorsi disponibili per quattordici diverse nazioni sparse sul globo terrestre. Gli utenti possono utilizzare BackCountry Navigator per qualsiasi tipo di attività, dal trekking gino alla mountain bike passando per la pesca d’altura e lo sci.

-Wikiloc APP

Applicazione di nuova generazione che mette a disposizione le mappe offline in tutto il mondo per essere utilizzato senza una connessione dati. Ti permette di creare un percorso proprio e di condividerlo su un qualsiasi social network.Tieni traccia dei tuoi attività outdoor su una mappa, scattare foto lungo il percorso e caricare tutto direttamente a Wikiloc direttamente dal tuo Android. Scopri milioni di percorsi, anche nei luoghi più remoti della Terra. Si può scegliere tra corsa, trekking, ciclismo, mountain bike, kayak e fino a 45 diverse attività Con un piccolo supplemento è possibile utilizzare il telefono cellulare per guidare l’utente attraverso tutte le percorsi come un navigatore GPS con allarmi sonori che ti avvertono quando si va fuori pista. Trasmetti le tue attività GPS su Wikiloc.com e i familiari ed amici che scegli potranno osservarne l’andamento per tutto il tempo.

-GPS Info

Rispetto alle applicazioni precedenti Gps info utilizza i sensori presenti all’interno dello smartphone per localizzare i satelliti presenti nello spazio e fornire informazioni all’utente. La grafica è molto semplice e mostra una mappa del cielo con la posizione dei vari satelliti geostazionari e le varie caratteristiche come la potenza, la precisione e l’azimut. Logicamente l’applicazione localizza anche la posizione dell’utente attraverso le coordinate di latitudine e longitudine.   

GPS

Siete interessati ad acquistare un GPS da escursionismo, ma non sapete che cosa guardare o a che modello rivolgervi?Il primo scopo di questo articolo è proprio fornire alcuni degli strumenti necessari per fare una scelta consapevole.

  • Le basi

Il produttore più noto, che probabilmente già conoscerete di fama, è Garmin, i cui prodotti sono molto diffusi. Ma non è l’unico: ci sono anche Suunto,MyNav, Magellan, Lowrance e CompeGPS.Insomma: in commercio ci sono decine di modelli diversi, spesso con differenze lievi. Considerando per un attimo la sola Garmin, ad esempio, troviamo almeno una ventina di dispositivi raggruppati nelle famiglie eTrex, eTrex Touch,Oregon, GPSMap 64, Montana e fēnix. Facile rimanere spaesati.Tutti i GPS da escursionismo, indipendentemente dal produttore, fanno almeno una cosa: registrano la nostra posizione man mano che ci spostiamo.

  • Tracce e trackpoint

Come abbiamo visto, mentre ci stiamo muovendo i tracciatori GPS registrano ad intervalli di tempo variabili (dell’ordine della decina di secondi) la nostra posizione. I punti, chiamati trackpoint, vengono poi uniti tra loro per costituire, con buona approssimazione, il percorso che abbiamo compiuto, detto traccia.Trackpoint e tracce sono due concetti che è utile conoscere bene, per questo cerchiamo di fugare ogni dubbio con un’immagine:

Questa figura evidenzia una cosa molto importante, cioè che la traccia è solo un’approssimazione del percorso compiuto. Infatti, come possiamo notare, non è altro che una sequenza di segmenti che uniscono tra loro i trackpoint. E’ intuitivo che più i trackpoint saranno “densi”, più la traccia si avvicinerà al percorso reale.Avere molti trackpoint, però, significa attivare molto più spesso il ricevitore GPS. E usare intensivamente il ricevitore GPS significa ridurre considerevolmente l’autonomia delle batterie. Ecco quindi un’altra cosa fondamentale: registrare più trackpoint significa avere una traccia più precisa, ma anche consumare più rapidamente le batterie del dispositivo.Ecco perché tra un trackpoint e il successivo quasi tutti i dispositivi lasciano passare almeno qualche secondo (sta alla “bravura” del dispositivo adattarsi in tempo reale per capire quando gli servono più trackpoint e quando gliene bastano meno).Una cosa importante da sottolineare è che il GPS ha una precisione nella migliore delle ipotesi dell’ordine dei 5 metri. Il margine d’errore comunque potrebbe essere anche molto più ampio, in particolare in presenza di costruzioni alte, pareti rocciose e boschi fitti. Ecco quindi una figura più realistica:

I trackpoint, come possiamo notare, non sono più posizionati perfettamente sul percorso compiuto. Inoltre, per ciascuno di essi abbiamo indicato un certo “margine di imprecisione”, rappresentato da un cerchio il cui raggio varia da punto a punto.

  • Rotte e routepoint

Mentre una traccia è il percorso che stiamo compiendo, una rotta è un itinerario fisso. Facendo un esempio banale: se da Torino vogliamo andare a Milano in treno, la rotta è ovviamente la linea ferroviaria che unisce le due città. La traccia è invece il percorso che stiamo effettivamente facendo e che cambia man mano che il treno va avanti o, per dirla in altri termini, man mano che percorriamo la rotta. Naturalmente mentre registriamo una traccia non siamo obbligati a seguire una rotta.Così come le tracce sono composte da trackpoint, le rotte sono composte da routepoint:

Praticamente tutti i GPS da escursionismo dispongono del necessario per caricare (o pianificare direttamente) le rotte. E questa è una cosa che li distingue, ad esempio, dai GPS per runner: chi corre infatti normalmente non ha la necessità di impostare itinerari, mentre ha bisogno di rilevare la frequenza cardiaca, conoscere ritmo, velocità e distanza, monitorare i progressi, pianificare i programmi di allenamento e molto altro. Naturalmente, inoltre, cambia il “fattore di forma”: un GPS da escursionismo è pensato per stare nella tasca o nella mano, mentre un GPS per runner tipicamente si porta al polso come un orologio:

Ecco perché per ogni sport avremmo bisogno di un GPS diverso! Nella pratica, ovviamente, spesso ci troveremo obbligati a scegliere un solo dispositivo. Per questo conviene capire fin da subito qual è il modello che, pur dovendo scendere a qualche compromesso, meglio si adatta alle necessità di tutti gli sport che facciamo (escursionismo e bici, oppure escursionismo e corsa, e così via). Se siete interessati ad un GPS per runner vi consigliamo Garmin Forerunner 620, mentre se siete interessati ad un GPS per la bici vi consigliamo Garmin Edge 510 . Abbiamo anche alcuni GPS multisport, in particolare il Garmin fēnix 3 e il Suunto Ambit 3 .

  • I waypoint

I waypoint non sono altro che dei punti “interessanti” con una certa latitudine, longitudine e, eventualmente, altitudine. Sono waypoint, ad esempio, una cima, un passo, un rifugio o una sorgente. I waypoint sono spesso chiamati proprio punti di interesse (PDI) o, in inglese,point of interest (POI).

  • Robustezza e impermeabilità

Innanzitutto ci aspettiamo che, dovendoli portare con noi in montagna, magari a temperature abbondantemente inferiori allo zero o sotto una pioggia torrenziale, i GPS da escursionismo siano robusti e impermeabili.Ecco perché praticamente tutti i dispositivi in commercio offrono una classe di protezione IP elevata (International Protection).Naturalmente protezioni IP elevate richiedono accorgimenti particolari, come le coperture in gomma dei tasti e delle porte di input/output, che rendono il design di questi dispositivi meno snello e armonioso rispetto, ad esempio, ad un iPhone.

  • Altimetro barometrico

I dispositivi più evoluti dispongono di un altimetro barometrico. Per quale motivo? Perché è indispensabile per conoscere con una buona precisione l’altitudine, dal momento che attraverso la tecnologia GPS si può determinare con una buona accuratezza la posizione sul piano orizzontale (latitudine e longitudine), mentre sul piano verticale (altitudine) l’imprecisione è decisamente superiore.Con un altimetro barometrico potremo sapere sempre con una buona precisione (dell’ordine della decina di metri) la nostra quota attuale. Inoltre, potremo visualizzare in tempo reale l’ascesa, la discesa e il profilo altimetro del percorso che abbiamo compiuto fino ad ora.

Per sua natura un altimetro barometrico è sensibile ai cambiamenti nelle condizioni metereologiche. Supponendo, ad esempio, di rimanere perfettamente fermi, se il tempo migliora (alta pressione) l’altitudine indicata diminuisce; viceversa, se il tempo peggiora (bassa pressione) l’altitudine indicata aumenta. Per questo,per avere quote molto precise sarebbe meglio calibrare l’altimetro barometrico spesso. Per farlo dobbiamo inserire nello strumento la quota del punto in cui ci troviamo (supponendo che sia nota).I GPS outdoor più sofisticati (tra cui quasi tutti i Garmin per escursionismo, inclusi l’eTrex 30, i Dakota e l’eTrex Vista HCx )sono in grado di “autocalibrarsi”:è il GPS stesso che calibra costantemente l’altimetro barometrico durante la nostra attività. Istante per istante, l’altitudine dedotta con il GPS viene “passata” al sistema barometrico, che la utilizzerà come fosse una “calibrazione” inserita manualmente ogni secondo.

  • Bussola elettronica

I dispositivi più evoluti dispongono di una bussola elettronica. Essa ci permette di sapere in ogni momento la posizione dei punti cardinali e offre alcune funzioni molto interessanti. Ad esempio, grazie ad essa, le mappe del dispositivo vengono automaticamente orientate nella direzione giusta. Inoltre, una volta impostato un certo punto di interesse come destinazione (ad esempio: un rifugio), potremo sempre sapere la direzione in cui trovarlo (in linea d’aria, ovviamente).

In commercio esistono dispositivi con bussole elettroniche a due o a tre assi. Queste ultime sono migliori, perché mentre nel primo caso il dispositivo deve essere mantenuto perfettamente in piano, con una bussola a tre assi questo non è necessario.

  • Supporto per la cartografia

Abbiamo visto che tutti i GPS da escursionismo registrano la nostra posizione man mano che ci spostiamo. Alcuni dispongono inoltre di altimetro barometrico, bussola elettronica, display touch screen, e così via. Ma una delle funzionalità più utili è sicuramente il supporto per la cartografia.I GPS cartografici permettono di vedere la nostra posizione su una mappa, molto utile per orientarci, pianificare un percorso, vedere i punti di interesse nei nostri dintorni, e così via.Chiariamo però una cosa importante: il fatto che un GPS abbia il supporto per la cartografia non significa che questa sia presente nel dispositivo. Ad esempio i Garmin vengono normalmente provvisti solo di una topografia di base di limitata utilità (con alcune eccezioni). In questi casi, se ritenete che la cartografia sia necessaria, dovete acquistarla a parte, spendendo cifre anche considerevoli. Per fortuna ci sono anche alcune alternative gratuite, come le OpenMtbMap.

CARTINA E BUSSOLA

La vecchia scuola non delude mai.Può sembrare strano, nell’era dell’elettronica e del GPS, sentire ancora parlare della bussola, ma non tutti conoscono le potenzialità che la padronanza nell’uso di questo strumento offre,oltre al fatto che, essendo puramente meccanico questo strumento non ci abbandonerà mai contrariamente al GPS.

La bussola


come sanno tutti è un semplice strumento costituito da un ago magnetizzato che è libero di ruotare in un liquido a bassa densità.L’ago essendo magnetizzato ha la proprietà di allinearsi con l’asse magnetico nord sud indicando i poli magnetici e per convenzione, essendo noi nell’emisfero boreale diciamo che la bussola indica il nord.

La carta topografica ha una serie d’informazioni riguardanti il territorio. Esempio:

  • La legenda

  • La scala

ci indica la quantità e la qualità dei dettagli che troveremo nella carta. La scala ci permette di sapere di quante volte è ridotta la porzione di terreno che vi è rappresentata e a quanto corrisponde un centimetro sulla carta nella realtà; nel nostro esempio, prendiamo in considerazione una scala 1:50000, ovvero dove un cm sulla carta equivale a 500m nella realtà. Se la carta fosse stata a 25000, sarebbero stati 250m e così via. Un trucco per sapere a quanto corrisponde un centimetro e di tappare gli ultimi due zeri della scala e leggere 1: 500 o 1:250 queste due scale sono le più usate sulle carte escursionistiche. Più è alto denominatore cioè 50.000, 100.000 più la carta avrà una porzione di territorio vasta e un dettaglio minore più il denominatore è basso 25.000,15.000 più la porzione del territorio sarà piccola e maggiori saranno i dettagli.La scala serve per individuare i tempi di percorrenza e la distanza da un punto dall’altro. Misurando con il metro della bussola il nostro itinerario possiamo sapere quanto sarà lungo il nostro percorso in termini di metri o km(tenere presente che curve molto strette o avvallamenti non sono riportati quindi considerare sempre una buona tolleranza sulla distanza calcolata) e quanto tempo impiegheremo a fare il nostro tragitto(considerate che un uomo impiega normalmente, su terreno piano, circa 1 ora a percorrere 4/5 km, quindi nei tempi di percorrenza vanno calcolati eventuali soste, il carico che ci portiamo sulle spalle e il terreno. Se è molto ripido, i tempi per percorrere la solita distanza, raddoppiano).

  • I colori della mappa

  • I segni che ci troviamo scritti sopra e che ritroviamo spiegati nella legenda

  • Le curve di livello

sono la rappresentazione grafica in due dimensioni dei rilievi. Le curve di livello ci permettono di capire la conformazione del terreno e individuare rilievi e montagne all’interno della carta. Le curve di livello sono equidistanti e poste sullo stesso piano cioè sono messe tutte alla solita altezza e distanza, permettendoci di calcolare la nostra altitudine e il percorso meno ripido da affrontare. L’uso combinato di una bussola e di una carta topografica consentono di risolvere diversi problemi geografici e geometrici.Una delle funzioni della bussola è quella di permettere l‘orientamento della carta topografica. Per fare questo bisogna disporre la cartina orizzontalmente e far coincidere l’asse nord-sud della bussola con una delle linee verticali della quadrettatura della carta,

a questo punto sorge un problema dovuto al fatto che i poli magnetici terrestri sono in continuo movimento e questo fenomento genera una discrepanza tra il nord indicato dalla carta (nord geografico) con il nord indicato dalla bussola (nord magnetico); questa discrepanza si chiama Declinazione magnetica, e può essere corretta su alcuni modelli di bussola in commercio in accordo con i valori riportati sulla carta.

Oltre all’orientamento della carta è possibile determinare la propria posizione utilizzando la procedura detta di “triangolazione“.

Si individuano tre punti noti (es. tre cime di montagne) che possono essere osservati e trovati sulla carta, si punta la prima cima con la bussola e se ne rileva l’angolo di direzione,quindi si posiziona la bussola sulla carta e accostando il lato lungo con il punto preso di mira si disegna una linea con angolo uguale all’angolo rilevato, si ripete la stessa procedura per il secondo punto e con il terzo punto. L’area racchiusa tra i tre punti è l’area nella quale ci troviamo, la precisione dipende dall’accuratezza con la quale abbiamo rilevato gli angoli di direzione.Adesso la nostra carta è orientata e possiamo leggerla nel verso giusto. Per muoversi in cartografia viene utilizzato L’Azimut. Questo termine rappresenta un angolo i cui lati sono formati dal Nord e dalla direzione che intendiamo intraprendere.Se osserviamo la bussola, vediamo che la sua ghiera è girevole e formata da numeri. Questi numeri sono i gradi in cui è divisa per permetterci di calcolare l’azimut cioè la nostra direzione. Per calcolare l’azimut sulla carta ci sono due modi uno con la carta orientata e l’altro senza orientarla.Con la carta orientata basta posizionare il lato della bussola tra i punti di cui vogliamo calcolare l’Azimut e girare la ghiera fino a che il nord della bussola non è sul nord indicato dalla lancetta, diamo lettura sulla bussola, del grado che c’indica (in questo caso 40°) e abbiamo trovato l’azimut del nostro obiettivo. Se la carta non è orientata, dobbiamo mettere comunque la bussola sui nostri punti e girare la ghiera fino a che il nord della bussola non è allineato con il nord della carta cioè il vertice, non tenendo in considerazione la lancetta, non essendo allineata con il nord della carta, perchè non è stata orientata. Per trovare un azimut senza la carta dobbiamo mirare con la bussola il nostro obiettivo come fosse il mirino di un’arma.Poi dobbiamo girare la ghiera della bussola senza muoverci fino ad allineare il nord della ghiera con il nord della lancetta.Quando il Nord è allineato, diamo lettura sulla bussola, del grado che ci indica e quello è il nostro azimut. Per seguirlo dobbiamo sempre mantenere il Nord allineato con la lancetta e la nostra direzione sarà giusta. Per tornare indietro nel punto in cui eravamo, ci facciamo l’azimut reciproco, cioè il grado opposto a quello che abbiamo calcolato. Grazie agli Azimut se riusciamo a individuare almeno due punti conosciuti sulla carta, possiamo triangolare la nostra posizione e sapere in che punto preciso della mappa ci troviamo. Da ricordare è che l’azimut si prende da un unico punto, se tale posizione cambia, cambierà anche il nostro azimut.Se sul terreno troviamo degli ostacoli e cambiamo direzione,dobbiamo calcolare gli spostamenti laterali che facciamo, e tornare sulla retta iniziale che avevamo calcolato, per continuare a seguire l’azimut giusto. Il Nord magnetico non coincide con il nord geografico, ci sono dei gradi a differenza che variano da paese a paese, se ci spostiamo su una retta per diverse centinaia di metri questa declinazione va calcolata perchè ci porta fuori rotta. Invece, in un’escursione, in cui non facciamo lunghi tragitti su linee rette, non è necessario calcolarla. In Italia attualmente e di circa 2,7° ma varia di anno in anno. .Ponendo la bussola sulla carta, si fa coincidere uno dei lati lunghi con la linea che congiunge la posizione attuale A, con la destinazione B e si ruota la capsula della bussola in modo che le linee nord-sud della capsula siano parallele con con le linee verticali della quadrettatura della carta. A questo punto impugnando la bussola e puntandola, si fa coincidere l’ago con le linee di direzione della capsula (l’angolo di direzione rilevato); questa è la nostra direzione di marcia.Scegliamo un punto topografico evidente e procediamo in quella direzione.Quando ci troviamo in un bosco, percorriamo una pianura o affrontiamo un’escursione, esiste la reale possibilità di smarrirsi e perdere il sentiero fin ora percorso.Per orientarsi con la natura, non avendo a disposizione bussole,il sistema migliore è il sole.Se il sole non è visibile, perché coperto dalle nubi, altri sistemi di orientamento si possono trovare osservando la natura. Gli alberi avranno le foglie e i rami più sviluppati verso sud perché ricevono più luce, se troviamo un albero tagliato, gli anelli avranno una forma più allungata verso il sud. Il muschio si forma, dove la luce filtra meno quindi osservando il muschio su un tronco o un rudere, la parte esposta a nord sarà più umida e coperta di muschio (questi elementi possono essere influenzati da corsi d’acqua quindi è preferibile osservarli al di fuori di un bosco e in soggetti separati da altri). Alcune zone del pianeta hanno venti dominanti oppure sistemi montuosi che si sviluppano in direzioni precise tipo da nord a sud che è bene conoscerli se progettiamo un viaggio.Di notte se il cielo è pulito, possiamo orientarci con le stelle e precisamente individuando la Stella Polare. La stella polare fa parte della costellazione dell’Orsa Minore o Piccolo Carro è l’ultima stella che compone la coda ed è l’unica stella che rimane sempre a nord, senza muoversi nel cielo come le altre durante la notte.Se abbiamo la fortuna di vedere la luna essa si comporta come il sole sorge a est e tramonta a ovest, a differenza del sole che sorge sempre il mattino, a volte la luna è visibile anche di giorno oppure si vede a notte inoltrata è bene controllare gli orari nei periodi di luna se pensiamo che ci possa servire.Per individuare la stella polare possiamo sfruttare altre costellazioni che sono più visibili e pur spostandosi nel manto stellato, sono individuabili a qualsiasi ora della notte.Tra queste la più facile da individuare è l’Orsa Maggiore o Grande Carro.Orientarsi con i sistemi naturali non è semplice, questi metodi ci offrono una direzione approssimativa ed è sempre meglio confrontarne più di uno, in maniera che, se più elementi ci indicano quella direzione come il nord, la direzione sarà più sicura.

Migliaia di persone stanche, stressate e fin troppo “civilizzate”, stanno cominciando a capire che andare in montagna è tornare a casa e che la natura incontaminata non è un lusso ma una necessità.
(John Muir)

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