Soccorso e Assicurazioni

Quando andiamo per sentieri lo facciamo, giustamente, con la massima serenità, sicuri che, con la dovuta prudenza ed esperienza, tutto andrà per il verso giusto. Però si sa: se la fortuna è cieca, la sua nemesi ci vede benissimo! Allora è meglio prendere le dovute precauzioni, nel caso che le cose non dovessero andare proprio per il verso giusto…Nei mesi scorsi le novità introdotte da alcune regioni sul tema del soccorso alpino a pagamento hanno riportato in auge la questione delle assicurazioni per la copertura della spese di recupero in montagna.Il costo dell’elicottero purtroppo, non è l’unico prezzo che un incidente in ambiente outdoor può comportare. La prudenza, infatti, impone di ragionare su tutte quelle conseguenze spiacevoli che dall’incidente possono scaturire: gli infortuni o anche qualcosa di più irreparabile, poi la responsabilità verso chi potrebbe essere coinvolto con noi (o a causa nostra) nell’incidente e verso i danni alle cose.Insomma,dare uno sguardo a cosa varrebbe la pena di assicurare nell’ambito della nostra attività outdoor e a come farlo, è cosa buona e giusta!Cominciamo dalle cose più facili: la copertura dei costi per le eventuali operazioni di soccorso e spese sanitarie connesse. Di queste problematiche le diverse associazioni che operano in ambito escursionistico si sono già da tempo preoccupate e, nella quota annuale di iscrizione a molti club o federazioni, è inclusa una copertura assicurativa che va oltre le attività sociali, comprendendo anche le attività individuali dei soci, solitamente purché esse siano coerenti con quelle che rientrano nello statuto dell’associazione.L’appartenenza ad associazioni e club quindi ci dovrebbe già “mettere al sicuro” da questo punto di vista.Ovviamente una controllata di persona ai vantaggi che derivano dal tesseramento e alle condizioni specifiche delle polizze assicurative è sempre meglio del solito “sentito dire”!

  1. La polizza soccorso alpino

CAI (Club Alpino Italiano),ad esempio,è valida anche per le attività individuali (escursionismo, alpinismo, scialpinismo e tutto quanto rientra nello statuto del CAI) su tutto il territorio europeo e copre il rimborso di tutte le spese sostenute nell’opera di ricerca, salvataggio e/o recupero, sia tentato che compiuto, fino ad un massimo di 25.000 euro senza franchigia. È prevista una diaria da ricovero ospedaliero pari a 20 euro/giorno per un massimo 30 giorni.

Vademecum sulle assicurazioni CAI
(cosa compre l’assicurazione compresa nel tesseramento)
L’assicurazione è compresa nel tesseramento ed è valida dal momento del rinnovo della tessera annuale fino al 31 marzo dell’anno successivo e copre i rischi per :

a) Il Soccorso alpino in Europa anche in attività personali e sulle piste da sci.
Prevede per i Soci il rimborso di tutte le spese sostenute nell’opera di ricerca, salvataggio e/o recupero, sia tentato che compiuto.
Con i seguenti massimali :per Socio 25.000 Euro – per catastrofe 500.000 Euro.

b) La Responsabilità civile verso i terzi durante lo svolgimento di attività istituzionali.
Assicura i partecipanti alle attività sezionali, mantenendoli indenni da quanto siano tenuti a pagare a titolo di risarcimento per danni involontari causati a terzi e per danneggiamenti a cose e animali.
massimale : 5 milioni di Euro.

c) Gli infortuni del socio durante lo svolgimento di attività istituzionali.
in caso di incidenti valgono i seguenti massimali:
· in caso di : morte € 55.000,00 – invalidità permanente € 80.000,00
· per spese mediche € 1.600,00 ( franchigia invalidità permanente 3%).

Note: La polizza Soccorso alpino (a) copre tutte le attività anche personali
La responsabilità civile (b) e la Infortuni (c) coprono solo le attività istituzionali, quali gite, corsi, incontri organizzati dalla Sezione o dalla Sede centrale ma non coprono le attività svolte dai Soci a titolo personale

Denuncia sinistri
a) in caso di intervento di una squadra del Soccorso Alpino italiano (CNSAS) sul territorio nazionale è sufficiente comunicare ai soccorritori i propri dati anagrafici e la Sezione dei appartenenza.
b) in caso di interventi effettuati da altre strutture o in altri paesi Europei il socio è tenuto ad informare il CNSAS ( Via E.Petrella 19-20124 MILANO ) immediatamente,precisando tutti i particolari.
Per i non Soci:
che aderiscono alle attività sociali saranno attivare, le seguenti coperture assicurative:
– Polizza Infortuni al costo di € 5,00 al giorno
– Soccorso alpino al costo di € 2,00 al giorno, oppure € 4,00 fino a 6 giorni

  1. La FIE (Federazione Italiana Escursionismo)

offre ai tesserati una polizza infortuni che, nell’ambito della copertura di 3 mila euro per le spese mediche connesse all’evento, prevede anche una parziale copertura dei costi di elisoccorso. L’assicurazione è valida su tutto il territorio europeo, anche per le attività individuali dei soci, purché comprese nello statuto della FIE (escursionismo, ciaspole, sci nordico e alpino, marcia alpina, ecc.), ma non copre l’attività alpinistica e scialpinistica. La polizza comprende una diaria ricovero e una diaria gesso di 30 euro/giorno, per un massimo di 120 giorni l’anno.

  1. Dolomiti Emergency Onlus

Interessanti sono anche le condizioni della polizza rimborso spese per soccorso e trasporto di Dolomiti Emergency Onlus, che offre agli associati una copertura relativa all’attività individuale per i costi di ricerca di persone disperse, soccorso, recupero ed trasporto effettuati con qualsiasi mezzo, compreso l’utilizzo dell’elicottero, avvenuti nei territorio dell’Europa geografica. Il rimborso coprire il 90% dei costi,con un massimale di 20 mila euro/anno per infortuni avvenuti all’estero e di 15 mila euro/anno per infortuni avvenuti in Italia. Nel massimale sono compresi 2.700 euro per le spese mediche correlate all’intervento.

Per questo tipodi coperture esistono prodotti ad hoc, le cosiddette “assicurazioni sportive”. Usando questa chiave di ricerca sul web si trovano facilmente i siti che propongono questo genere di prodotti, spesso però con costi non proprio contenuti.

 Responsabilità civile

Altro ambito importante rispetto a cui tutelarsi è quello della responsabilità civile verso terzi, cioè del risarcimento dei danni che possiamo involontariamenteprocurare a persone o cose nello svolgimento della nostra attività outdoor.Come per gli infortuni, le associazioni sportive di settore inseriscono solitamente nella quota di tesseramento la stipula di una polizza RC che tutela gli iscritti nell’ambito dello svolgimento delle attività sociali.Anche in questo caso è doveroso segnalare che la polizza di responsabilità civile della FIE copre gli associati anche nelle attività individuali, sempre limitatamente all’ambito escursionistico, con un massimale di 2 milioni e 500 mila euro sia per danni a persone che a cose e validità su tutto il territorio europeo.Ai soci in regola col tesseramento il CAI offere invece la possibilità di stipulare una polizza RC valida per le attività individuali (dall’escursionismo all’alpinismo, comprese tutte le altre attività rientranti nello statuto dell’associazione), al costo di 21 euro l’anno, con un massimale di 1 milione di euro e nessuna limitazione territoriale.Rispetto alla responsabilità civile, coperture valide per le attività outdoor possono rientrare anche nelle classiche polizze “capofamiglia”, quelle che vengono usualmente stipulate per tutelarsi dai danni involontariamente causati a terzi nelle situazioni più diverse legate alla propria abitazione (tipo perdita d’acqua che allaga il vicino) oppure da voi stessi o persone sotto la nostra responsabilità (tipo: “Ooops mi è caduto lo Swarovski…”).L’ampiezza dei casi che queste polizze debbono contemplare può consentire anche di farvi rientrare eventi che si possono verificare durante le attività in montagna e sui sentieri. Naturalmente, prima di andare in fiducia, è sempre meglio verificare nel dettaglio le condizioni della propria polizza, magari con la consulenza di una persona esperta.

SOCCORSO ALPINO.. Un costo per la collettività oppure un servizio necessario?

Purtroppo si parla sempre più spesso di incidenti in montagna. E’ un fenomeno in crescita perché è aumentato il numero di coloro che desiderano praticare escursioni ed arrampicate sia in inverno che in estate,affascinati dalle alte quote e dai paesaggi spettacolari.Nella maggior parte dei casi gli incidenti sono da ricondurre a superficialità e scarsa preparazione: molte tragedie si potrebbero evitare se gli escursionisti e gli alpinisti facessero più attenzione alle indispensabili norme di sicurezza.L’esperienza, invece, ha dimostrato che spesso la difficoltà deriva da una sopravvalutazione delle proprie capacità e da una scarsa valutazione del percorso che si vuole intraprendere e dei relativi rischi.Spesso la possibilità di contare sul soccorso alpino e sull’intervento di personale preparato ha finito per indurre un certo irresponsabile innalzamento dei margini della sfida: tanto, nel peggiore dei casi, li tirano comunque fuori!

Quali sono le precauzioni da adottare per evitare incidenti in montagna?

Preliminare a qualsiasi attività in montagna, è la consultazione dei bollettini meteo, tenendo tra l’altro presente che in montagna le condizioni del tempo possono cambiare in pochi minuti, come ad esempio accade sulla catena montuosa del Gran Sasso d’Italia data la sua particolare vicinanza ai due mari.Come già accennato, fondamentale è scegliere l’itinerario in base alla propria preparazione fisica e tecnica. Abbigliamento ed equipaggiamento devono essere adeguati alla difficoltà ed alla durata dell’escursione.Nello zaino (con Air Bag) non deve mai mancare l’occorrente per le situazioni di emergenza: telo termico, lampada frontale, Kit di primo soccorso, telefonino cellulare – Gps nel quale si può scaricare l’App “GeoResQ” (è un nuovo servizio di geolocalizzazione e d’inoltro delle richieste di soccorso che tiene traccia del percorso comunicandolo a chi volesse seguirci da casa e per inoltrare tempestivamente la richiesta di aiuto alla centrale operativa attiva 24 ore su 24) , pala, sonda, Artva (apparecchio di ricerca dei travolti in valanga), utile per il corretto funzionamento degli strumenti elettronici è il controllo periodico delle batterie per verificare la carica residua e l’utilizzo di tipi ad alta capacità. E’ preferibile non avventurarsi da soli.Consigli a parte, da più fronti si invoca una legge in grado di arginare l’impennata di incidenti in montagna. Attualmente, infatti, non esiste una normativa con regole specifiche per la sicurezza dello sciatore-alpinista, dell’alpinista, dell’escursionista e più precisamente per gli sport di avventura. A mio avviso, innanzitutto si potrebbe modificare la Legge 363/2003 sulle norme di sicurezza e di prevenzione infortuni per lo sci di discesa e fondo estendendola anche allo sci alpinismo, all’escursionismo, all’alpinismo. Così come nell’attuale Legge si stabiliscono precise regole sulle piste da sci, anche nel caso di escursioni e arrampicate in montagna è necessario fissare regole più stringenti.Una soluzione potrebbe essere quella di stipulare una polizza assicurativa per le attività sportive: credo ci siano formule che coprono escursioni impegnative e probabilmente anche vie ferrate (sicuramente non arrampicate di alto livello). Nella maggior parte dei Paesi europei è prevista un’assicurazione per questo genere di attività: con circa 20-30 euro l’anno si è coperti in caso di infortunio.

Quale potrebbe essere un valido deterrente per limitare, se non cancellare, le imprudenze in montagna?

Penso che bisognerebbe far pagare per intero al cittadino le operazioni di salvataggio in montagna perché la comunità non può e non deve più farsi carico delle leggerezze degli irresponsabili. Infatti, le operazioni di soccorso alpino, oltre ad impegnare mezzi e decine di uomini, mettendone a rischio la vita, in Italia sono un costo imputato per intero alla collettività perché gestito dal Servizio sanitario nazionale. La persona soccorsa, quindi, non paga nulla. Per riflettere, basti pensare che un minuto di volo di un elicottero medicalizzato può arrivare a costare anche 200 euro; cifre inferiori, ma di tutto rispetto, per le operazioni di soccorso con elicottero non medicalizzato o a piedi. In Austria ed in Slovenia, che dal confine Italiano distano pochi chilometri in linea d’aria, il costo del soccorso è a totale carico del cittadino in emergenza. In questo modo si cerca di responsabilizzare coloro che decidono di avventurarsi in montagna senza una preliminare valutazione del percorso e delle proprie capacità.

Convinto di questa proposta?

Certo. La mia non è una voce isolata: a favore della proposta si sono recentemente schierati diversi esperti del settore di fama internazionale, alpinisti come come Abele Blanc, Alessandro Gogna, Reinhold Messner, Giampiero Di Federico, Pasquale Iannetti. Tutti concordano sul deterrente di tipo economico quale strumento per disincentivare i comportamenti negligenti e sull’importanza di diffondere la cultura della prevenzione del rischio.

A chi il compito certificare la sussistenza dei requisiti necessari a giustificare gli interventi di soccorso alpino?

I reparti specializzati del Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Esercito (Alpini) hanno la preparazione giuridico – operativa per permettere ai propri uomini di poter ricostruire esattamente qualsiasi evento legato ad infortuni ad  alta quota, utilizzando come parametro di riferimento le linee guida del C.A.I. sulle regole di comportamento in montagna. Infatti ogni corpo ha una propria squadra di soccorso alpino pronta a collaborare, con quella del C.N.S.A.S del Club Alpino Italiano la quale, ai sensi di una Legge di protezione civile, ha il compito di provvedere alla vigilanza e prevenzione degli infortuni nelle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche nonché al soccorso degli infortunati, dei pericolanti e al recupero dei caduti ad opera di tecnici di soccorso alpino inquadrati come “volontari” e quindi senza alcuna retribuzione economica.

In Italia ci sono regioni dove il soccorso alpino si paga?

In Trentino Alto Adige, Val d’Aosta e Veneto, regioni ad alta vocazione montanara, i propri governanti hanno deciso di porre fine alla gratuità completa degli interventi di soccorso alpino facendo pagare al cittadino in emergenza una sorta di ticket per ogni chiamata invece dell’intero salvataggio. Questo ticket sembra aver funzionato bene perché le autorità e gli esperti del settore hanno registrato una effettiva diminuzione delle richieste di intervento.

Linea dura in Regione Lombardia contro le imprudenze in montagna: dopo l’introduzione dell’ARTVA obbligatorio su tutti i territori innevati fuoripista, il soccorso in montagna è a pagamento sull’intera Regione con l’introduzione, anche qui, di un ticket ( il Consiglio dei Ministri a metà maggio 2015 ha promosso la Legge regionale n. 5 del 17/03/2015). In Piemonte il tema è al centro di un dibattito da tempo, ma sinora nulla di fatto.

Quanto costa un intervento?

  • Trentino Alto Adige: ticket 30,00 euro per il ferito grave (in caso di ricovero ospedaliero o in presenza di un referto medico che attesti la gravità dell’emergenza sanitaria); ticket di 110,00 euro per il ferito lieve e ticket di 750,00 euro per persona illesa.

  • Valle d’Aosta: gratuito in caso di emergenza sanitaria; ticket di 800,00 euro per intervento inappropriato a mezzo elicottero (rilevato dall’equipaggio intervenuto – es. alpinista bloccato in parete o escursionista con attrezzatura inadeguata) e ticket di 100,00 euro + 74,80 euro/min (costo al minuto di volo con aeromobile AB412 o 137,00 con aeromobile AW139) per chiamate totalmente immotivate ( rilevate dall’equipaggio intervenuto).

  • Veneto: 25,00 euro/min fino ad un massimo di 500,00 euro per il ferito grave (con ricovero ospedaliero o accertamenti in Pronto Soccorso di un ospedale pubblico); 90,00 euro/min fino ad un massimo di 7.500,00 euro per ferito lieve o persona illesa.

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino del CAI, percepisce dei contributi per le operazioni di soccorso?

Si. Percepisce finanziamenti pubblici per circa 10 milioni di euro l’anno tra Stato ed enti autarchici locali quali Regioni, Province, Comuni. A questo punto, un aspetto da risolvere è quello di stabilire se l’organizzazione CNSAS formata da volontari è opportuno riceva finanziamenti pubblici invece di utilizzare squadre di professionisti altamente specializzati già esistenti nel Corpo Forestale dello Stato (Soccorso Alpino Forestale), Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza (Soccorso Alpino Guardia di Finanza), Vigili del Fuoco (Speleo Alpino Fluviale), Esercito (Alpini) a cui eventualmente destinare quelle somme aumentando l’efficacia dei soccorsi. A tal proposito è da dire che la tempestività negli interventi è maggiore da parte dei professionisti visto che i volontari devono lasciare il lavoro e non sono in continua attesa e disponibilità per le emergenze.

(Estratto da intervista fatta da sito trekking.it a Paolo De Luca )

Richiesta di Soccorso: chiama il 118

Chi contattare e quali sono le azioni corrette da fare in caso d’incidente in montagna?

 Il numero unico di emergenza sanitaria, attivo su tutto il territorio nazionale, è il 118.

In realtà per alcune regioni ci sono anche altri riferimenti specifici di soccorso, dovete però considerare che in certe situazioni l’agitazione prende il sopravvento e possiamo essere meno lucidi, quindi resta difficile ricordarsi telefoni o cellulari composti da più numeri.

A livello europeo è il 112 a far capo alla richiesta di soccorso.

A titolo di curiosità dettagliamo di seguito i numeri di emergenza riferiti ad alcuni Paesi del nostro continente:

Austria: 112, 140, 144.

Bulgaria: 112.

Francia: 112, 15.

Germania: 112.

Inghilterra, Galles, Scozia: 112, 999.

Norvegia: 112, 113.

Polonia: 112, 601100300.

Slovenia: 112.

Spagna: 112, 062.

Svizzera: 112, 1414

Ora che sappiamo qual é il numero da comporre per richiedere soccorso, e una volta che abbiamo richiesto all’operatore del 118 l’attivazione del CNSAS, è utile fare chiarezza sulle riposte da dare all’operatore che avvia l’intervento di soccorso e raccoglie dati fondamentali per l’ottimizzazione dell’intervento stesso. Riportiamo qui di seguito le domande che vi saranno poste, perché al CNSAS dobbiamo dare informazioni precise per rendere il nostro intervento mirato e veloce.

  • Da dove si sta chiamando (specificando all’operatore che ci si trova in montagna o in grotta).

  • Il numero di telefono da cui si sta chiamando;  il telefono non deve mai essere abbandonato (se la chiamata dovesse interrompersi è importante che il telefono venga lasciato libero per consentire alla Centrale operativa di richiamare).

  • L’esatta località dove è ubicata l’area da cui si sta chiamando (Comune, Provincia o sicuramente un riferimento importante di ricerca rilevabile sulla cartina).

  • La propria posizione se in possesso di  altimetro (opportunamente tarato) o GPS;

  • Indicazioni in merito a cosa è visibile dall’alto (pendio, bosco, cima, rifugio, ecc.).

  • Cosa è successo;

  • Quando è successo;

  • Quante persone sono state coinvolte nell’incidente.

  • Le proprie generalità (fondamentali).

  • Le condizioni evidenti della/e persona/e coinvolta/e: difficoltà respiratorie, coscienza, perdita di sangue, traumi visibili, ecc; .

  • L’esatta posizione del ferito (se seduto, se disteso supino, se disteso prono, se appeso, ecc).

Inoltre è importante riportare all’operatore le condizioni meteorologiche e di visibilità della località dove è avvenuto l’incidente. Questo perché l’intervento dei soccorritori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.) potrebbe avvenire dall’alto, grazie all’elicottero, una valutazione che viene fatta in base alla gravità dell’incidente e all’accessibiltà del luogo dove si è verificato.

Vi verranno pertanto poste le seguenti domande:

  • Tempo impiegato a piedi dall’automezzo al luogo dell’evento;

  • Condizioni meteo sul posto;

  • Condizioni del terreno;

  • Presenza di vento;

  • Visibilità sul posto;

  • Presenza nell’area dell’evento di fili a sbalzo, funivie, linee elettriche ecc.

Ovviamente non bisogna abbandonare il posto e restare a disposizione della squadra di soccorso.

Ricordiamo inoltre che è fatto obbligo a chiunque intercetti una chiamata di soccorso avvisare tempestivamente la Centrale operativa del Soccorso alpino e speleologico.

Per informazioni più complete e dettagliate consulta il sito del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

 

Anche gli esperti muoiono sotto le valanghe, perchè le valanghe non sanno che sei esperto.
(André Roch)

 

 

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